Fiera del Levante in ricordo di Facenna - Parco Nazionale del Gargano

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Fiera del Levante in ricordo di Facenna

 
Fiera del Levante in ricordo di Facenna
La 79° edizione della Fiera del Levante, uno degli eventi più importanti del Mediterraneo, si è conclusa con un’altra iniziativa del Parco Nazionale del Gargano,assieme alla Regione Puglia, dedicata ad Antonio Facenna, il giovane allevatore di Carpino,scomparso a soli 24 anni in seguito all’alluvione che il 6 settembre del 2014 sconvolse il Gargano. All’incontro svoltosi a Bari la scorsa domenica, erano presenti oltre al Presidente del Parco Nazionale del Gargano Stefano Pecorella, ed al Governatore della Puglia Michele Emiliano, l’Assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia, l’assessore regionale all’Ambiente Domenico Santorsola, il Pro-Rettore dell’Università di Bari Angelo Tursi, il Responsabile della Trasparenza interna dell’Ente Parco, Vito Uricchio, i sindaci di Carpino, Peschici e Rignano Garganico. “Potrei dirvi come mi chiamo, ma lo dimentichereste” diceva Antonio raccontando di sè, “La mia è una storia semplice vivo a Carpino, con i miei genitori, dove gestisco un piccolo consorzio familiare in cui produciamo caciocavallo podolico”. Il suo nome invece è diventato, nel corso di questi mesi, un simbolo per il territorio garganico; il suo sacrificio, un esempio per tutti coloro che amano questo territorio. Così il Parco Nazionale del Gargano, ha voluto ricordare la figura di Antonio, alla presenza del papà Giacomo e della mamma Dora e di una sala gremita oltre ogni spazio da amici, conoscenti, visitatori curiosi ed interessati. “Ho avuto la fortuna di conoscere Antonio ancor prima che diventasse un eroe; prima che venisse travolto dal fiume di fango che lo ha strappato a tutti i suoi cari. Non mancava ad una riunione, all’ente parco, quando si discuteva delle strategie per mantenere in vita la razza della podolica” così lo ricorda Pecorella, mettendo in luce l’amore e l’attaccamento al suo lavoro, che Antonio mostrava con tanta passione, nonostante la sua giovane età. Antonio è un testimone autentico dell’importanza di valori come l’amore per la propria terra; la voglia di conservazione delle tradizioni, come l’allevamento della mucca podolica e della capra garganica - aggiunge il Presidente dell'Ente Parco -; l’importanza della qualità nella produzione di formaggi e latticini squisiti e pregiati. L’esempio lasciato da questo piccolo pastore garganico deve essere una strada sulla quale far incamminare i nostri giovani; un percorso per convincere chi ha ruoli e responsabilità pubbliche a non disperdere le energie in inutili, quanto costose, azioni autoreferenziali. Sono convinto che Antonio sarebbe in prima linea per affrontare queste sfide". L’incontro è stato anche un’opportunità per discutere di masseria didattica e della sua prospettiva di sviluppo sul Gargano. La testimonianza più vera è stata portata da Dina Caione, titolare dall'Agriturismo "Le Falcare" di Cagnano Varano,che ha riconosciuto l’importante azione di tutela del territorio svolta dal Parco ed al tempo stesso la necessità di coordinare in rete l’attività di promozione di queste masserie in modo da inserirle, non solo nel contesto dell’offerta turistica, ma anche in quello dell’educazione ambientale e del sistema scolastico. Non poteva mancare, il racconto dell’esperienza della filiera di qualità del “Paniere del parco”, che è stata avviata dall’ente parco ed ha visto come primo risultato la produzione di olio di oliva, da parte di diverse aziende dell’area,non solo di straordinaria qualità, ma che facilmente è tracciabile in tutti i momenti della sua produzione; dal raccolto dell’oliva sino alla vendita della confezione al consumatore finale. Infine, sono stati mostrati due filmati realizzati dal Parco del Gargano. Il primo, per fermare le immagini sullo spettacolare patrimonio ambientale, paesaggistico, di tradizioni e cultura del Gargano; il secondo, per rendere omaggio alle generazioni dei patriarchi, uomini e donne, che hanno fatto la storia della nostra terra e che hanno valicato il confine dei cento anni, anche a dimostrazione del fatto che dove c’è buona conservazione della natura, la qualità della vita è migliore e si vive più a lungo.

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