"Tutela dell'ambiente e della salute" - Parco Nazionale del Gargano

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"Tutela dell'ambiente e della salute"

 
'Tutela dell'ambiente e della salute'
Lo scorso 18 aprile il Presidente del Parco Naz. del Gargano, Avv. Stefano Pecorella, è stato relatore al Convegno Interregionale del Sud Italia dell'AMMI (Associazione Mogli dei Medici Italiani), svoltosi a Manfredonia ed avente come tema "Tutela dell'ambiente e della salute". Oltre a raccontare le bellezze del Gargano, il Presidente ha evidenziato i benefici in termini di salubrità e qualità della vita per la popolazione della nostra Area Protetta che si riverberano sulla prevenzione sanitaria. Di seguito la relazione completa: Buongiorno a tutte e a tutti voi che ci fate l’onore di svolgere questo importante incontro nel territorio del Parco Nazionale del Gargano. È per me un onore ricevervi,un grande onore intervenire a questo consesso,anche perché mi dal’occasione di parlare di un tema a me molto caro: il rapporto tra Uomo e Natura, il rapporto tra Ambiente e Salute. È passato un pò di tempo ormai da quel lontano 1872 quando il primo parco nazionale del mondo fu istituito: Yellowstone negli U.S.A. Il primo scopo delle aree naturali protette nel mondo era e resta quello della conservazione della natura,della biodiversità,del paesaggio. Noi tutti lavoriamo per lasciare a coloro che devono ancora nascere un mondo almeno uguale a quello che ci hanno lasciato i nostri nonni. Anche se l’aspirazione sarebbe di lasciarlo migliore. Anche se noi tutti presenti in questa sala sappiamo quanto difficile sia,quanto veloce corra oggi il mondo,verso una globalizzazione che non sempre è fonte di giustizia e di diritti per coloro che hanno meno. Secondo i dati dell’United Nations human settlements programme (noto come UN-HABITAT), oggi le aree urbane consumano circa i tre quarti di tutta l’energia prodotta e sono responsabili per circa quattro quinti delle emissioni di gas serra che favoriscono i mutamenti climatici e l’aumento delle più diverse patologie. Ma oggi nel mondo,soprattutto grazie all’impulso di una donna molto impegnata, Michelle Obama, abbiamo un forte impegno,negli U.S.A. e poi un pò alla volta in tutto l’Occidente per la campagna HEALT HYPARKS HEALTHY PEOPLE ossia“Parchi Sani per Gente Sana”! L’idea è quella che i bimbi,i ragazzi,i giovani debbano fare esperienza di vita all’aria aperta,lasciare il chiuso di stanze viziate dall’eccesso di elettronica e di iper-connessioni in rete e provar e a sporcarsi di terra,di fango,di sabbia!Questo legame oggettivo tra qualità dell’ambiente e qualità della vita è tanto più stretto e diretto in quanto sempre più vivere in un ambiente sano, pulito, esteticamente gradevole, rientra tra i criteri in base ai quali gli esseri umani misurano la nozione di benessere. In Italia questa idea è stata declinata con il nome di “Equilibri Naturali”, che è un progetto innovativo di educazione ambientale e animazione socio-culturale,volto a recuperare il rapporto tra natura e bambini,per il loro benessere. I ragazzielelorofamigliestanno,infatti,gradualmenteperdendolaconoscenzadella “NaturaVera”:iltempo liberononèpiù passatoall’ariaaperta,ma piuttostoneicentricommerciali.Conlatragicainformazionecheibambinipassanounamediadi36orelasettimanadavantiadunoschermoTV,playstation,computer. Trairisultatidiquestoallontanamentodallanatura,siregistral’aumentodimalattie. Inparticolaremodol’aumentodell’obesitàinfantile(ibambiniItalianisonotraipiù obesid’Europa). Conilgraverischioche,inprospettiva,lanonconoscenzaeilmancatoattaccamento aunluogonaturalepreferitositradurrà,nelprossimofuturo,ancheinunamancanzadiattenzione,diattaccamentoed’interesseversolatuteladellanatura,versolaqualitàdelproprioambienteeversoleareeprotette.Indefinitivaversoilmondo reale. Fino al 1991 in Italia non esisteva una sensibilità sociale e politica né una legislazione adeguata in materia di aree protette. Solo il 3% del territorio nazionale era protetto, tanto che il nostro paese rappresentava il fanalino di coda in materia di conservazione sia in ambito europeo che internazionale. I primi parchi storici sorsero tra gli anni ’20 e ’30 sostanzialmente al fine di preservare alcune specie pregiate dal rischio di estinzione: Parco del Gran Paradiso (stambecco), Parco Nazionale d’Abruzzo (orso marsicano e camoscio d’Abruzzo), Parco dello Stelvio (capriolo, cervo e camoscio alpino) e del Circeo (particolari ecosistemi complessi e rari). Si dovrà poi aspettare il 1968 per l’istituzione di un nuovo Parco, quello dellaCalabria. Con l’entrata in vigore della legge quadro sulle aree protette (n° 394/91), vera e propria pietra miliare in materia di politica di conservazione in Italia, la situazione è notevolmente cambiata, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, nonostante le difficoltà legate all’applicazione di alcune parti della legge e ad alcune modifiche apportate successivamente in senso non migliorativo. Prima di tale legge non esisteva di fatto una politica adeguata che consentisse ai parchi storici di svolgere un’effettiva attività di conservazione e tutela del territorio. L’Italia ha così in breve tempo recuperato il ritardo rispetto agli altri paesi europei (dai 5 parchi storici nazionali si è passati ai 150 attuali) con il 19% del territorio nazionale protetto (come parchi nazionali, regionali e riserve), fino al 25% se si considerano anche i “siti di interesse comunitario” (ZPS e SIC) previsti dalla Direttiva CE Natura 2000. LanaturadeiParchicostituisceloscenarioidealeperrecuperareilrapportotrafamiglie,bambiniesuggestionidell’ambientenaturaleeperquestomotivo,noidelParcodelGarganocerchiamodicrearelecondizioniperfacilitarelevisitealterritorio,perpromuovereprogettidieducazioneeanimazioneambientalesvoltiall’ariaaperta, per diffondereuno stile di vitapiù vicino allanatura e ai suoibenefici, perilfisicoeperlospirito. HealthyParksHealthyPeoplenonvuoleessereunnuovomododipensareounanuovafilosofia,mavuoleriscoprirequellocheinostriantenatiavevanocapito:chelepersoneeilloroambientesonointrinsecamenteconnessi. Così,ilmanifesto“HealthyParksHealthyPeople”vuoleinvitaretuttiacostruirecomunitàpiùsaneeadaffrontareiproblemicheaffliggonoilnostropianeta,in quantoriportare le personein natura permette,da un lato,di affrontare meglio problematichecomel’inquinamento,ilriscaldamentoglobale,laperditadibiodiversità,ladeforestazioneedall’altro,diavereeffettibeneficisumalattiecomel’obesità,lemalattiecardiovascolari,ildiabete,lostress,l’ansia. Infatti come dimostrano recenti studi in corso di definizione, nelle aree protette ci si ammala meno e si vive più a lungo e meglio.Inoltre, questo stile di vita, quello che vorremmo divenisse parte importante dell’ Italian life style,permettediavereunavisionepositivadellavitaemigliorarelaconcentrazioneelaproduttività. Ecco,credochequestipiccolispuntipossanoaiutarenoituttiacomprenderemeglio comeiParchisiano,oggiinItalia,unagrandeopportunitàperridareaigiovaniecon loroatuttalasocietàumana,unarinnovataoccasionedivivereall’ariaaperta,dicorrere,camminare,nuotare,dormiresottolestellesentendoilventoedilsoleedilmaresullapropriapelle.Sia l’impegno di tutti, consentirea tutti di avere l’occasionedipercepire l’appagamento della propriaanimanell’abbracciareunalberoonell’osservare lanostra splendida faunaselvaticainlibertà.Negli ultimi secoli abbiamo assistito alla progressiva diminuzione della densità della fauna selvatica, non fronteggiata da ripopolamenti e traslocazioni di animali selvatici. Differentemente si è avuta una intensa attività venatoria su vaste aree del territorio, difficilmente compensata dal basso numero di animali selvatici naturalmente riprodottisi dalle aree protette. La conseguenza è stata la perdita di biodiversità animale con il progressivo diminuire delle specie selvatiche el’aumento di malattie trasmettibili tra animale ed uomo. La scienza, oggi, ci spiega come attraverso specie commerciali di api e bombi, in genere utilizzate per impollinare colture come pomodori, peperoni e colza, si diffondano virus, in veloce evoluzione, che hanno l’effetto di decimare le specie impollinatrici selvatiche, tra cui api, sirfidi e farfalle, mettendo a rischio la biodiversità, le specie autoctone e la stessa sicurezza alimentare. Purtroppo il valore commerciale globale degli insetti impollinatori è stimato in circa 153 miliardi di euro all’anno, ma la stima dei danni consistenti, per un verso nella perdita di biodiversità vegetale ed animale, per altro verso dall’incremento di malattie, con i rimedi medicali e farmacologici per fronteggiarli,non è mai stato oggetto di studi od analisi; non ci sorprenderebbe che il risultato di tali ricerche ci dimostrasse che tale stima economica dei danni possa essere superiore al reddito commerciale prodotto, senza considerare i riflessi dell’estinzione di una sola specie e l’equilibrio tra l’uomo e la natura. Teniamo conto del monito che Papa Francesco ha lanciato in occasione di un collegamento video per la presentazione di Expo 2015: “Dio perdona, l’uomo qualche volta, la Natura mai”; occorre pertanto essere guardiani del nostro futuro in modo da lasciare ai nostri figli un mondo migliore,prendendo solo foto e video,ampliando le proprie esperienze in natura,migliorando il proprio fisico ed il proprio spirito, non lasciando nessun altro ricordo che l’impronta del proprio piede. Grazie di essere venute sul Gargano e…buona passeggiata!

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