Serracapriola - Parco Nazionale del Gargano

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Serracapriola - Abbazia di Sant’Agata

Comune: Serracapriola

L'Abbazia di Sant'Agata martire sorge su antichi resti romani al margine nord-est del territorio serrano. L’area si trova a breve distanza dal mare e dal corso del fiume Fortore.  I primi riferimenti storici dell’Abbazia sono datati 1328 e ne contestualizzano la nascita in relazione all'operato dei Cistercensi di Casanova. L’Abbazia è stata sotto il controllo dell’Abbazia di Tremiti per molti secoli. Infatti per Tremiti, l’Abbazia di Sant’Agata  aveva un ruolo strategico di grande importanza:  affacciata sul mare e in comunicazione visiva con le isole, non distante dal corso del fiume Fortore, storicamente navigabile per piccole imbarcazioni e dotata di un "non incomodo porto".
L’Abbazia di Sant’Agata garantiva la continuità del flusso di viandanti, di pellegrini, mercanti e faccendieri diretti alle isole. Tale era il flusso che nel 1575 si progettò l'allargamento della Santa Agata - Porto del Fortore.
Dopo il XV secolo, i Canonici s dedicarono all’espansione delle colture agricole (frumento e vigneto) e della pratica zootecnica a scapito dei preesistenti boschi. La produzione eccedente veniva concentrati a Tremiti per poi essere commercializzata. Prevaleva l'allevamento ovino, seguito da quello di bufali, maiali, giumente. Per affrontare le diverse incombenze nell’area sorgeva  oltre la chiesa, una grande masseria e molte case per i massari e i lavoranti. Lintera struttura assunse un aspetto poderoso grazie alla cinta di robuste mura.
Nell' Agosto 1567 uno sciame di galee turche attraccò alla foce del fortore.  Le milizie ottomane raggiunsero il centro fortificato di Sant’Agata, saccheggiandola e dandola alle fiamme.
All’attacco dei turchi segue un lungo periodo di oblio dell’Abbazia. Questa progressivamente perde le sue caratteristiche di centro di produzione agricola e il limitato numero di abitanti non supporto neanche  la funzione religiosa. A testimonianza del declino progressivo dell’area e della chiesa, resta il trasferimento avvenuto in quegli anni del corpo del beato Tobia da Como, un tempo lì conservato. Le reliquie vennero traslate da Sant'Agata in Santa Maria di Tremiti, dove sono ancora oggi.
Al declino di Sant’Agata, si associa segue quello progressivo dell’Abbazia di Tremiti, da cui quest’ultima dipendeva. Nel 1782 anche questa viene soppressa.
La contrada Sant'Agata è stata abitata invece abitata nei secoli successivi da feudatari e agricoltori. Ancora fino agli anni cinquanta tra i suoi abitanti figurano Camillo de Luca e famiglia, fattore delle tenute e persona di fiducia del principe Saluzzi di Napoli, cugino del Re di casa Savoia, una maestra elementare, due guardiani e pastori.
Dell'abbazia di Sant'Agata, oggi rimangono le mura, i cortili, la statua di cartapesta che si venerava nella chiesa omonima e un quadro a olio su tela, deteriorato, raffigurante il martirio subito dalla santa siciliana. Ma questi muri conservano tutto il fascino della storia che li ha attraversati.

 

Serracapriola - Convento dei Frati Cappuccini

Comune: Serracapriola
Cronologia: XVI sec.

 

Il Convento dei Cappuccini dista circa 1,5 Km. dalla piazza principale del Centro Storico di Serracapriola. Venne fondato nel 1536 da p. Paolo da Sestino su disegno degli stessi frati ed a spese di Andronica Del Balzo, principessa di Molfetta e padrona di Serracapriola.
Nel 1809 a causa della legge di soppressione degli Ordini Religiosi, emanata da Gioacchino Murat il convento fu chiuso una prima volta. In seguito, alla riapertura avvenuta nel 1817 seguì una seconda definitiva chiusura nel 1867 per una seconda legge di soppressione degli Ordini Religiosi. Nel 1886 fu comprato dal p.Francesco M. da Gambatesa e riprese la sua funzione di luogo di formazione, che era stata una sua prerogativa preminente anche nel passato. Fu più volte sede di studentato e tra i chierici cappuccini che hanno seguito in detto luogo il corso di teologia vanta la presenza dell’allora padre Pio da Pietrelcina (1907-1908)
La Chiesa, costruita contemporaneamente al convento, fu consacrata il 13 giugno 1703 e dedicata alla Vergine delle Grazie.  All’ origine la Chiesa, era priva di opere d’arte ad eccezione del quadro miralcoloso della Vergine delle Grazie. Il lavoro è dipinto su tavola ed è attribuito a Francesco Tolentino. Il  miracoloso simulacro è oggetto di venerazione da parte dei devoti di Serracapriola e di Chieuti. Si racconta infatti che pochi anni dopo la fondazione del convento i turchi misero a ferro e fuoco Serracapriola. Questi dopo avere incendiato il Convento dei Cappuccini, invasero la chiesa dove spezzarono le immagini, e uno loro impugnò la scimitarra contro il quadro della Vergine. Poi salì sull' altare, lo staccò dal suo posto e lo gettò a terra, ma quasi contemporaneamente cadde anche egli al suolo, privo di vita. Per questo fatto i suoi compagni spaventati lasciarono intatta la Sacra Immagine e fuggirono dalla chiesa. Da allora il quadro è ritenuto miracoloso.
Nel tempo la chiesa si è arricchita di diverse opere d’arte sacra. Entrando si possono notare le due Cappelle a sinistra. Nella prima è la statua del Redentore, attribuita ad un intagliatore salentino e ispirata ai modi della scuola napoletana del seicento. Nella seconda il quadro della Vergine di Pompei. Sulla destra vi sono due aItari, su quello più vicino alla porta vi è la statua di S. Antonio e sull'altro quella del Serafico.

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