Lesina - Parco Nazionale del Gargano

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PUNTI PANORAMICI

 

 

Lesina - Duna Bosco Isola

Comune: Lesina
Modalità di fruizione:
Cronologia:


La duna di Lesina è un esteso cordone dunale parallelo alla linea di costa, che separa il lago di Lesina, dal mare Adriatico, denominato localmente Bosco Isola. La sua formazione ha avuto origine molto probabilmente nell’età del Bronzo e si è completata in epoca Romana. Lungo il cordone sono presenti tre ampi washover fan (foce di S. Andrea, Foce Cauto e presso C. la Torre) formatosi in conseguenza di tre distinti tsunami cha hanno colpito la costa settentrionale del Gargano in tempi storici. Il Cordone Dunale presenta una larghezza massima di circa 1500 m in prossimità della Canale Acquarotta e tende ad assottigliarsi gradualmente verso oriente, nell’area della Sacca Orientale ad est della Foce Schiapparo, dove raggiunge il valore minimo di circa 300 m. La lunghezza è stimabile in circa 14 km. Il termine Bosco Isola con cui localmente viene chiamato il cordone dunale è probabilmente legata alla ricca e rigogliosa vegetazione presente. Nelle aree interne al cordone dunale nelle depressioni interdunali affiora dell’acqua dolce, che forma  acquitrini paludosi localmente chiamati fantine. La vegetazione che caratterizza il cordone dunale è definita da un mosaico di tipologie vegetazionali sia arboree ed arbustive e sia erbacee, in un alternarsi di ambienti direttamente determinati dalle variazioni lungo questo sistema dunale di diversi fattori ecologici. La distanza dal mare, la presenza di una falda d’acqua dolce, la presenza o meno di sali nel suolo per l’influsso su di essa dell’acqua salmastra della laguna, la variazione di quota topografica  se pur limitata  è tale da modificare l’approvvigionamento idrico delle piante dall’acqua di falda, rappresentano i principali fattori ecologici responsabili della molteplicità di tipi vegetazionali che si rinvengono. La vegetazione è così costituita da bosco e macchia-foresta a Quescus ilex e macchia mediterranea a sclerofille sempreverdi  (Quercion ilicis); macchia litoranea a Juniperus oxycedrus ssp. Macrocarpa e Juniperus turbinta; gariga nanofanerofitica a Rosmarinus officinalis, Erica sp e Cisto sp. frammista alla gariga camefitica a Fumana thymifolia ed Helianthemum jonium; pinete di origine artificiale  a Pinus halepensis o a Pinus pinea; prati aridi terofitici (Tuberarietea guttatae); vegetazione delle dune embrionali e mobili (Cakiletea maritimae e Ammophiletea); vegetazione alofita terofitica (Thero-Salicornietea)  ed a suffrutici succulenti con dominanza di salicornie perenni (Athrocnemetea); comunità igrofile rappresentate da canneti  a Phragmites australis a Cladium mariscus, titeti a Typha angustifolia, giuncheti a Juncus acutus e schoeno-erianteti a Schoenus nigricans ed Erianthus ravennae; vegetazione dei coltivi e degli incolti.
L’analisi della distribuzione dei taxa nei differenti ambienti del Bosco Isola evidenzia che la maggior ricchezza floristica (intesa come ricchezza numerica) è rappresentata dai prati aridi e dagli incolti cioè da ambienti di origine antropica.  Di particolare rilievo è l’elevata consistenza di taxa legati agli ambienti umidi d’acqua dolce; fra queste vi sono anche la maggior parte di quelle rare o minacciate inserite nelle Red List, viceversa gli ambienti umidi salmastri risultano essere i più poveri.
Studi compiuti negli anni 1994-1999 hanno censito  complessivamente 678 taxa, di cui ben 15 sono inserite nelle Red List nazionale e regionale. Tra queste la più rara e minacciate è il Cisto di clusii Dunal. Questa specie appartiene alla famiglia delle cistaceae,  è rarissima per l’Italia tanto che nel “Libro Rosso delle Piante d’Italia” è riportata quale specie vulnerabile, mentre in “Liste rosse regionali delle piante d’Italia è inserita per la Puglia come specie gravemente minacciata (CR) ossia esposta a gravissimo rischio di estinzione in natura. La sua area di distribuzione comprende le regioni meridionali ed orientali della Spagna, le isole Baleari, Marocco, Algeria, le montagne e le colline della Tunisia, Sicilia meridionale. Per l’Italia peninsulare si ritiene che la stazione pugliese del bacino del lago di Lesina è sicuramente la più orientale dell’area di distribuzione di questa specie e con molta probabilità l’unica dell’Italia peninsulare.

 

 

 

 

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