NOME COMUNE
Capriolo
NOME SCIENTIFICO
Capreolus capreolus L.
FAMIGLIA
Cervidi
DESCRIZIONE
Il capriolo è considerato una delle specie simbolo del Parco, costituisce il nucleo autoctono (cioe' originario del territorio), a rischio di estinzione per i cambiamenti ambientali, ma oggi in progressivo aumento.
E' il più piccolo cervide italiano, pesa in media 15-27 kg, con una lunghezza del corpo di 90-130 cm e l’altezza al garrese di 60-70 cm. Il mantello, costituito da peli corti e folti, assume una vivace colorazione rosso ruggine in primavera mentre in inverno sul brunogrigiastro. L’inconfondibile maschera facciale è caratterizzata dalle macchie nere e bianche del muso. Il maschio possiede per circa 8 mesi all’anno delle semplici corna con un massimo di tre punte.
Si nutre di gemme, germogli, virgulti, frutti, ghiande, faggiole e castagne, di alcune specie erbacee ed una arbustiva.
Il capriolo garganico si distingue nettamente dalle popolazioni europee per le dimensioni minori, per la colorazione del pelame nell’abito invernale, per il colorito della fronte e della regione nasale più scuro e per la mancanza di macchie bianche sulla gola e sul collo.
Quella del promontorio garganico e una razza autoctona isolata dal resto d'Italia e quindi non inquinata geneticamente, di conseguenza essa rappresenta la razza originaria italica.
HABITAT
L'habitat maggiormente frequentato dalla specie sembra essere la faggeta d'alto fusto con sottobosco non molto fitto tipicamente di agrifoglio. La sua presenza all’interno del Parco è circoscritta alla Foresta Umbra e zone limitrofe.