Verso le vacanze estive: I turisti chiedono più strutture agrituristiche
Il lungo ponte di Pasqua ha rappresentato, per il Gargano, il vero banco di prova in vista dell’imminente stagione estiva. Migliaia di turisti hanno “invaso” le località turistiche del Promontorio cogliendo di sorpresa gli stessi operatori turistici che purtroppo non si aspettavano questo flusso così massiccio.
[imgdx]maggio2003_agriturismi.jpg[/imgdx] Come era nelle previsioni, sono state le strutture rurali ad essere preferite ad alberghi e pensioni.
Nella settimana antecedente la Pasqua, il centralino del Parco ha ricevuto numerose telefonate di gente alla ricerca di un agriturismo per poter trascorrere una vacanza tra mare e campagna. E una volta esauriti i pochi posti disponibili nelle strutture agrituristiche del Parco Nazionale del Gargano, abbiamo provato a dirottare il flusso vacanziero verso gli alberghi ubicati lungo la costa. Risultato? “No, grazie, vogliamo alloggiare in un agriturismo autentico, anche in una masseria, purchè non sia il solito albergo”. E’ il segnale che qualcosa sul Gargano sta cambiando: le ampie potenzialità del turismo rurale rappresentano una valida attrattiva. Punta di diamante della natura garganica è il Parco Nazionale del Gargano, con le tutte le sue peculiarità che non si limitano al solo mare. Molte, tuttavia, sono le zone indenni dalla proliferazione alberghiera che fanno del Gargano un’area a elevato valore ambientale, dove l’agriturismo, pur non avendo ancora raggiunto standard alberghieri offre sicura garanzia di genuinità e di ospitalità.
Questo, però, sono ancora in pochi ad averlo capito.
Se ne stanno accorgendo in tanti, anche a Vieste, località ad alta densità turistica, dove alcuni operatori turistici hanno chiesto un incontro con il Presidente dell’Ente Parco Matteo Fusilli per cercare nuovi orizzonti sulla diversificazione dell’offerta turistica. In molti hanno convenuto che sono maturati i tempi per sperimentare e sviluppare nuove forme di turismo, ad iniziare dall’ecoturismo, che spingerebbero verso la destagionalizzazione dell’offerta. A nulla servono gli investimenti basati su vecchi modelli turistici: i progetti presentati per la costruzione di nuovi alberghi tra Manfredonia e Peschici confermano la stessa tipologia di offerta ricettiva presente ovunque sulla costa, un’offerta che inizia a trovare difficoltà di collocazione sul mercato.
E sempre da Vieste, il parlamentare Domenicantonio Spina Diana invoca investimenti a sostegno della ruralità. “Il turista – afferma Spina Diana – va alla ricerca di nuove emozioni. Non bastano più sole e mare, sono necessari interventi diversi che mirano al recupero delle masserie, dei centri storici, dei pagghiari ; tutti insieme dobbiamo consentire che si sviluppi un turismo di qualità, mettendo al bando l’esaltazione del cemento. In collaborazione con il Parco Nazionale del Gargano a breve avvieremo un censimento delle masserie abbandonate e delle emergenze storico-culturali presenti nel Gargano. In Parlamento sono riuscito a fare estendere a tutto il Paese la legge sul recupero delle cascine lombarde, quindi arriveranno fondi anche a coloro che vogliono recuperare un’antica masseria di San Nicandro Garganico o Vieste”.
Al momento quei pochi imprenditori agricoli che hanno saputo investire all’interno del Parco sulla ricettività rurale sta raccogliendo i primi frutti. L’agriturismo nel Parco Nazionale del Gargano sta diventando un importante fenomeno di controesodo: diversi operatori hanno deciso di intraprendere questo tipo di attività cogliendo l’occasione offerta da un territorio ricco di potenzialità tornando così a popolare zone prima in abbandono.
E’ questo il futuro del turismo, un settore che trova nelle aree protette un terreno fertile dove possono esaltarsi tutte quelle iniziative che sensibilizzano e valorizzano il patrimonio naturalistico del nostro Gargano.