Parco Nazionale del Gargano

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Il Parco Nazionale del Gargano finanzia gli allevatori della podolica

Gli allevatori proprietari di aziende in area parco hanno da poco ottenuto la seconda annualità, pari a 70 mila euro cadauno, quale contributo dell’Ente parco a favore dell’incremento dei bovini di razza podolica.

Il finanziamento rientra nel Regolamento Agroambientale, attuato dal Parco del Gargano per il recupero e la salvaguardia della razza podolica in purezza. Le aziende beneficiarie del finanziamento hanno preventivamente presentato l’istanza all’A.P.A di Foggia la quale avendo sottoscritto una convenzione con l’Ente Parco, ha fornito la documentazione attestante il possesso della razza podolica in purezza. Le aziende che hanno beneficiato dell’interessante somma di denaro sono 20, per un totale complessivo di 500 capi podolici regolarmente iscritti al Libro Genealogico.
I primi ad esprimere soddisfazione sono stati i vertici dell’A.P.A.

Anche il Presidente Matteo Totaro, che all’inizio non vedeva di buon grado l’istituzione del Parco, si è dovuto ricredere complimentandosi con gli amministratori dell’area protetta garganica per i validi progetti avviati in questi anni a favore del mondo agricolo e zootecnico. “E’ vero. All’inizio vedevo il Parco come un recinto chiuso fatto di vincoli ed ostacoli difficili da superare. Oggi a differenza di alcuni anni devo solo fare i complimenti a chi cocciutamente ha creduto nel progetto parco. E’ devo essere sincero, i primi beneficiari sono stati proprio gli agricoltori e gli allevatori che, non lo nascondo, mi chiedono come fare per entrare nel Parco. Il Presidente Fusilli è una persona troppo intelligente, e i fatti gli stanno dando ragione. Adesso mi auguro che i finanziamenti arrivino anche per gli altri tipi di allevamento, ad iniziare da quello bufalino per finire a quello della capra garganica”.

Anche Giorgio Donnini, direttore generale dell’Associazione Provinciale Allevatori, in odore di trasferimento (andrà a dirigere la sezione provinciale della Coldiretti di Lecce) saluta con entusiasmo l’iniziativa dell’Ente Parco. “Con il Parco Nazionale del Gargano – sottolinea Donnini – abbiamo iniziato a delineare il percorso di valorizzazione delle produzioni zootecniche basato sul binomio razza – territorio, più che mai convinti che la tutela del patrimonio zootecnico all’interno dell’area parco passa anche attraverso la valorizzazione e la tutela delle razze autoctone fisiologicamente in via di estinzione. Quattro anni fa nel Gargano si contavano solo 4 aziende di podolica per un totale di 200 capi, oggi invece, grazie al Parco, siamo arrivati a ben 20 aziende per un totale di 500 mucche podoliche. Questa inversione di tendenza è stata determinata sicuramente dall’ottimo lavoro svolto dal Presidente Fusilli, al quale auguro di rimanere in carica il più lungo tempo possibile”.


Tutti felici e contenti gli allevatori che oggi si ritrovano nell’area Parco e che solo qualche anno fa erano scettici sulle opportunità che il parco potesse offrire loro. “Questo incentivo – dice soddisfatto Ciccio De Majo, presidente della sezione Podolica di Capitanata – serve a mantenere e proteggere la purezza della razza podolica fortemente diminuita e contrastata dalla necessità di fare incroci con razze specializzate da carne. Sono il primo a plaudire a questa iniziativa del Parco che ha voluto istituire il premio di mantenimento della purezza delle vacche podoliche iscritte al Libro Genealogico. Un provvedimento valido ed opportuno per il consolidamento degli allevamenti di podolica nella zona montana del Parco Nazionale del Gargano, con l’augurio e la speranza che possano essere aumentati i fondi per la stessa iniziativa, basti pensare che sono ancora molti gli allevamenti di podolica che vogliono aderire al progetto del Parco.
E non dimentichiamoci che se la carne di questa razza ha ottenuto il Presidio Slow Food, il merito è solo del Parco Nazionale del Gargano che insieme all’Università di Foggia e all’ANABIC sta attuando un progetto per il riconoscimento della Doc. L’unico neo – aggiunge De Majo – la chiusura, da parte della Comunità Montana del Gargano, del Centro di Selezione delle manzette podoliche con la conseguente figuraccia rimediata nei confronti dei colleghi allevatori di Basilicata, Molise, Campania e Calabria”.


 
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